• Stella Mongodi

Dietro le quinte di un libro illustrato (ita)

L'immaginario legato a un libro, o almeno, quello che io immaginavo del mondo dietro ad un libro, spesso è davvero poetico: uno scrittore che, colto dall'ispirazione o benedetto da un sogno, scrive furiosamente giorno e notte; un artista invasato da qualche dio, come diceva Platone, che, senza neppure sapere come, produce immagini meravigliose.


La verità, più terra terra, ma anche confortante e umana per molti versi, è che un libro è un processo, a volte lungo, a volte faticoso, ed è soprattutto un grande gioco di squadra.


"Vai con lo storyboard". Il messaggio di Angela (Catrani), editor e coordinatrice del progetto, mi arriva in aeroporto un po' più di nove mesi fa (ironica coincidenza), mentre sto accompagnando i miei studenti in Inghilterra.

Non so perché ma, anche se lavoro in digitale, lo storyboard deve essere fisico, qualcosa che posso toccare. Allora recupero pezzi di carta e penna dal fondo del borsone e nei momenti liberi, da Starbucks, da Costa, mentre aspetto che i nostri deliziosi ospiti preparino la cena, mi arrovello sul testo, le scene, la composizione, le storie parallele, la copertina.


Storyboard prima fase

Filippo si chiamava Fabio allora e a me aveva colpito la storia del papà lontano che lavora in mare, tanto da farne una sorta di filo conduttore: il pensiero rivolto all'acqua che avvolge il bimbo come una sciarpa e lo accompagna in ogni momento.


La sciarpa, poi, è rimasta, ma senza pesci: una specie di coperta di Linus, la comfort zone in cui tutti ci rintaniamo, fatta di abitudini (non sempre salutari!) e cose conosciute, che ogni tanto però è bene abbandonare.


Arturo era un gattone nero senza un occhio


Clotilde, invece, era anche allora Clotilde, la simpatica, stramba vicina di pianerottolo, ossessionata dai cappelli inventata da Sara Marconi.


Una delle poche tavole sopravvissute fino alla fine

Fabio e Clotilde

A questa illustrazione del bimbo alla finestra ero molto affezionata, ma, insieme al restare nel qui e ora, facendo questo lavoro bisogna anche imparare ad accettare l'impermanenza (persino il testo, che per me era qualcosa di sacro, è in continua evoluzione!).

In questo senso è stato illuminante il corso di Flora Bowley che ho seguito qualche anno fa sulla Intuitive Art e fondamentale la tenace pazienza di Angela: una illustrazione, come lo strato di un quadro, non è per sempre, specie nelle fasi iniziali di un progetto.

Ah, che rospo difficile da ingoiare!

Dopo qualche taglio, l'abbandono del tema dell'acqua, diversi brainstorming sulle scene, un cambio radicale di palette (meno malinconica, più spaziale e moderna), Fabio e Arturo sbarcano sulla Luna, il luogo magico dove secondo Ariosto finiscono tutte le cose perdute (inclusi gli amori, la fiducia o il senno) e dove finiscono i nostri pensieri quando ruminiamo sulle cose fatte, non fatte, da fare, che avremmo voluto ma non abbiamo potuto, che vorremmo e forse potremmo.


Imparare a respirare

Così succede che Fabio voli fuori dalla finestra come un novello Peter Pan, inseguendo la sua mente che fa le piroette, e nella bozza di copertina ci sia un grande cielo stellato (ah, come mi piaceva la copertina).




E poi -bum- l'idea partorita dalla inarrestabile geniale mente di Ben(iamino Sidoti): ma se noi abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni di nuovo a non vagare coi pensieri, a stare nel nostro corpo, ad essere presenti alla nostra umanità, perché allora non rappresentare dei gatti che devono re-imparare daccapo, proprio da un gatto, la loro gattità?


Lo studio di personaggio


E sempre di Ben è stato il memorandum fondamentale: divertirsi e amare ciò che si fa. Per chi, come me, affronta i problemi a corna basse e sguardo corrucciato a volte è facile smarrire l'ironia necessaria per attraversare la vita con più leggerezza.



E questa illustrazione che ci fa qui?

Eh, niente, anche quelli sono Filippo e Arturo, in una tavola mai entrata a far parte del libro, ma rimasta nel mio portfolio, perché è vero che bisogna lasciar andare le cose, ma a me questa alba torinese continua a far sognare.


Per vedere un'anteprima del libro "A lezione di qui e ora" nella sua versione definitiva, scritto da Sara Marconi, edito da TerraNuova e coordinato da Angela Catrani e Beniamino Sidoti, (ed eventualmente acquistarlo!), puoi cliccare qui.


SM

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